"Peter Pan è fichissimo!" urla soddisfatto Dario, il nostro piccolo amico... Melania gli è seduta…
Last Updated on 11 Gennaio 2025 by Micaela
A volte mi chiedono se mi capita di andare al cinema da sola. La domanda mi viene sottoposta con voce che compatisce, con la testa leggermente flessa di lato, con occhi dispiaciuti considerandomi una sfigata a prescindere dalla risposta.
Così come andare al ristorante o anche solo a fare una passeggiata in centro in solitudine è oggettivamente considerato da sfigati, c’è ben poco da fare.
Quella di andare al cinema da sola è considerata una delle mie stranezze. Lo dico senza vergogna, anzi, con orgoglio ed argomenterò la mia idea. Qui. Ora.
Povera, quella lì, che mangia i popcorn seduta tutta sola!
Questa idea solitudine=sfiga, probabilmente, deriva dal fatto che l’essere felici sia quasi sempre collegato all’essere in compagnia: l’essere considerati di successo significa non essere soli, l’autorealizzazione passa attraverso il riconoscimento dell’altro, di conseguenza se sei sola, chi riconosce il tuo valore? Nessuno. Da qui: sei sfigata. Sei sola e sfigata.
Avere persone intorno, più o meno controvoglia (chissenefrega), o con le quali tu sia in quel momento in sintonia oppure no, poco importa, l’importante è non essere nell’oblio della solitudine. Stare da soli non significa essere soli.
E’ vero?
Quante volte l’abbiamo pensato?
Io per prima, l’ho pensato, lo ammetto. Anche inconsciamente. Non mi sarei mai immaginata di andare al cinema da sola. Invece, per una serie di circostanze, l’ho fatto. E mi si è aperta una nuova dimensione.
Devo infatti dire che è un toccasana balsamico che restituisce ossigeno ai polmoni e calma al cervello.
Sto esagerando?
Forse. Ma mica tanto, eh.
Nessun compromesso: il film lo scelgo io
Per prima cosa: non si deve scendere a compromessi sulla scelta del film. Non sempre ci si trova d’accordo sul film da andare a vedere: chi si annoia con i film romantici, chi reputa delle fesserie i film di fantascienza, chi si addormenta ai film d’autore e chi ha la nausea per i film horror. Trovare il proprio alter ego che apprezzi e che abbia gli stessi identici gusti, è affare davvero sofisticato da trovare. Spesso mi è capitato di ripiegare su un altro film, anche se mi sarebbe piaciuto un mondo andare a vedere un titolo specifico diverso in quel momento in sala. Ma tant’è. Stare insieme agli altri richiede sempre dei compromessi.
Libertà del silenzio
Vuoi mettere la libertà dello stare in totale silenzio, senza sentirsi in dovere di rispondere a domande durante la proiezione o, peggio ancora, di esprimere pensieri articolati?
Oppure, cosa c’è di peggio che avere un compagno di cinema che non fa altro che commentare ogni scena, anticipare battute, esaltarsi o esprimere dissenso?
No, al cinema si va e si sta in silenzio. In religioso, sacro, inviolabile silenzio. E’ ammesso parlare solo in caso di catastrofe certa. In tutti gli altri casi, si devono soffocare le parole sul nascere.
Il cinema è una esperienza individuale
Mi è capitato di andare al cinema in gruppo. Di fatto si riduce comunque ad una esperienza personale, individuale. Che ci sia andata con venti persone o da sola, per come vivo io la sala, c’è poca differenza. Il film è come un libro: si legge in solitudine. Lo si può commentare poi dopo insieme, ma questo non vuol dire che lo si debba leggere in simultanea ad alta voce, nella stessa stanza, no?
E mai scegliere di andare al cinema come primo appuntamento!
Sì, mi è capitato anche questo e sono stati due gli esiti: o si è guardato solo il primo quarto d’ora di film, oppure ho visto l’intero film e il mal capitato non l’ho più voluto rivedere (per ulteriore curiosità: https://www.lemcronache.it/appuntamentidaincubo/). Difficile che esista una via di mezzo in questi casi.
Se poi si hanno bambini piccoli, al cinema da sola è LA salvezza
Silenzio, buio, poltrona. Se il film è bello, lo si guarda e ci si rilassa. Se il film non prende o se sopravanza la stanchezza, si dorme felici, in ogni caso, ci si rilassa. Nessuno che chiama “mamma, mamma”, non ci si deve alzare ogni due minuti, il mondo si ferma ed è tutto per te. Meglio di ore e ore di terapia dall’analista (anche meno costoso), meglio di faticoso e sudatissimo yoga. Un rifugio.
Il valore della solitudine come forma di self-care
In generale, prendersi un momento per sé non significa isolarsi, ma darsi il permesso di ascoltare i propri pensieri, respirare e riconnettersi con ciò che ci fa stare bene. Il cinema, in questo senso, è un luogo perfetto: buio, silenzioso, avvolgente. È uno spazio dove i nostri sensi si concentrano solo sulla storia davanti a noi, lasciando il resto del mondo fuori.
Consigli pratici per iniziare
Vuoi provare ad andare al cinema da sola, ma stai cercando il modo per farlo o la spinta giusta?
Eccoti qualche suggerimento utile:
- Scegli un film che davvero ti interessa e che magari nessuno tra i tuoi amici vuole vedere.
- Scegli un cinema che sta vicinissimo a casa: visto che sei da sola, perchè complicarti la vita e andare dall’altro capo della città?
- Vai in orari meno affollati per goderti al massimo l’esperienza.
- Puoi permetterti la tua felpa oversize preferita, i capelli in disordine e no makeup con calzini spaiati senza temere il giudizio di nessuno. Sei lì per te, e tanto basta. Oppure puoi tirarti a lucido, come preferisci, ma lo fai sostanzialmete e soltanto per te!
- Approfitta per coccolarti: prendi i popcorn o il tuo snack preferito senza dover condividere!
- Dopo il film, scrivi una tua recensione o condividi il tuo pensiero sui social: può essere il modo per iniziare una conversazione interessante.
Per questo dico: no, andare al cinema da sola non è da sfigata, anzi. E’ proprio figo! Ed è anche un modo per affermare la propria assoluta indipendenza dal giudizio altrui.